Cosa è la coerenza cardiaca?

Ottima domanda: occorre un po’ di tempo (non troppo però, non preoccuparti) per spiegare quella che viene considerata la nuova frontiera del benessere.

Semplifichiamo il discorso e partiamo con una similitudine particolarmente calzante fra l’apparato elettrico del motore, per intenderci quel groviglio di cavi che permette l’accensione coordinata delle candele, ed il nostro sistema nervoso autonomo (SNA), costituito da un insieme di cellule e fibre che innervano gli organi interni e le ghiandole, controllando le funzioni che generalmente sono al di fuori del controllo volontario.

Può accadere che guidando l’auto si avverta come la sensazione che qualcosa non funzioni come dovrebbe. L’auto continua a muoversi sotto i nostri comandi ma si percepisce una sorta di inspiegabile fastidio che compromette le normali performance del motore.

Anche il nostro corpo può avere problemi di accensione, per mancata sincronizzazione, del sistema nervoso autonomo, del sistema ormonale e di quello immunitario, manifestando spossatezza, mancanza di energia, irritabilità ecc. Spesso le lunghe giornate di lavoro, gli impegni familiari, la moltitudine di doveri imposti dalla nostra società, il prefissarsi obiettivi troppo ambiziosi, possono generare un sovraccarico dei sistemi, i quali possono perdere il loro naturale equilibrio sotto i pesanti colpi dello stress quotidiano.

Come un bravo meccanico può intervenire sul motore regolando correttamente i tempi di accensione, ognuno di noi può ri-sincronizzare i propri sistemi corporei attraverso il raggiungimento di uno stato psicofisico cd di coerenza cardiaca.

L’effetto di generare volontariamente, anche per brevi periodi di tempo, uno stato di coerenza cardiaca verrà avvertito con una serie di cambiamenti:

  • miglioramento dell’attenzione, della lucidità mentale e della creatività
  • incremento della stabilità emotiva e della capacità di recupero fisico
  • miglioramento della qualità del sonno
  • incremento della resilienza e dell’efficienza fisica e mentale.

Il Sistema Nervoso Autonomo

Il Sistema Nervoso Autonomo è quella porzione del Sistema Nervoso Periferico deputata alla gestione di una serie di attività automatiche, inconsapevoli e involontarie relative al mantenimento dell’omeostasi, si pensi al battito cardiaco, la pressione sanguigna o la digestione.

Il Sistema Nervoso Autonomo è suddiviso in tre sottosistemi:

  1. Simpatico – regola le funzioni che richiedono l’impiego di energia immagazzinata ( situazioni di lotta o fuga)
  2. Parasimpatico – regola le funzioni che incrementano le riserve di energia (motilità intestinale e riposo)
  3. Enterico – regola il complesso delle attività intestinali, tramite circa 100 milioni di neuroni, e la secrezione di più di trenta neurotrasmettitori.

I rami simpatico e parasimpatico sono costituiti da una serie di vie nervose (assoni) che raggiungono gli organi interni per stimolare o rallentare, con la loro azione, specifiche attività (es. aumento del flusso sanguigno muscolare) ma anche per ottenere informazioni.

In un corpo sano le attività dei tre sottosistemi tendono a mantenere un equilibrio dinamico funzionale alla situazione vissuta o percepita, lungo l’intero arco temporale della giornata, alternando fasi nelle quali vi è prevalente attività di un ramo, con altre nelle quali vi è cooperazione o complementarità.

L’attività armonica dei tre rami del Sistema Nervoso Autonomo si riflette in una condizione di generale benessere psicofisico, un elevato livello di energia, uno stato di notevole vitalità e, soprattutto, l’assenza dei malesseri tipici dell’azione prevalente di uno dei sistemi (es. cattiva digestione per simpaticotonia da stress cronico).

Variabilità della Frequenza Cardiaca (Heart Rate Variability – HRV): un indice del funzionamento del Sistema Nervoso Autonomo

Un tempo si credeva che il battito cardiaco a riposo fosse monotono e regolare come accade con un metronomo (60 pulsazioni al minuto uguale un battito al secondo).

In seguito le ricerche in campo cardiologico hanno messo in luce l’esistenza di una differenza nei tempi di contrazione tra un battito e l’altro, nell’ordine di alcuni millisecondi. Questo cambio spontaneo nella frequenza di contrazione cardiaca si è visto essere correlata con le interazioni pressorie dell’attività respiratoria e con le influenze esercitate dai rami del sistema nervoso simpatico e parasimpatico sul muscolo cardiaco.

Un corpo sano con un sistema cardiovascolare in salute, mostrerà, in condizione di riposo, una sorprendente irregolarità fra battiti cardiaci e una notevole Variabilità della Frequenza Cardiaca; viceversa un organismo soggetto a stress cronico avrà un ritmo cardiaco molto regolare e con scarse variazioni.

Un cuore in buona salute si comporterà come un tennista che sta per ricevere un servizio, sposterà il peso a destra e sinistra per rimanere flessibile, reattivo e pronto ad agire nell’istante in cui percepirà di dover rispondere a uno stimolo. Nello stesso modo l’azione sinergica dei sistemi simpatico e parasimpatico aumenteranno e rallenteranno l’attività cardiaca, in fase di inspirazione ed espirazione.

La Variabilità della Frequenza Cardiaca (HRV) una finestra sull’attività del Sistema Nervoso Autonomo

L’analisi della Variabilità della Frequenza Cardiaca permette di comprendere, in pochi minuti, lo stato di attività del Sistema Nervoso Autonomo e conoscere se vi è una iper o ipo attività, poco funzionale, di uno dei due rami e intervenire per ristabilire il corretto equilibrio.

Attraverso un software è possibile effettuare valutazioni di un minuto con l’applicazione “1-minute HRV Deep Breating Assessment”, per valutare l’attività del nervo vago durante l’atto respiratorio, o da 2 e più minuti con “HRV Assessment” per valutare l’attività dell’intero sistema in condizioni di riposo.

Quindi, in modo semplice e non invasivo è possibile aprire una finestra per l’analisi della Variabilità della Frequenza Cardiaca e scansionare l’attività cardiaca in alcuni momenti della giornata (mattino – pomeriggio – sera) e comprendere, ad esempio, se vi è stato il recupero da un intenso stress fisico o emotivo, ma anche se il carico di allenamento è sufficiente o eccessivo.

Inoltre, è possibile comprendere quanto la persistenza di alcuni stati d’animo o il reiterarsi di alcune emozioni negative (loop emotivo) possano influire sul sistema nervoso autonomo e modificare il normale andamento della Variabilità della Frequenza Cardiaca.

Perché la variabilità della frequenza cardiaca è importante?

Scienziati e medici ritengono che la Variabilità della Frequenza Cardiaca sia un indicatore importante dello stato di benessere e di forma fisica. Questa è simile ad una cartina tornasole dalla quale è possibile comprendere la resistenza fisiologica, la flessibilità comportamentale e l’efficienza delle capacità di adattamento individuale alle sollecitazioni ambientali. In individui sani il cuore è reattivo, resistente e pronto a intervenire in caso di necessità.

La Variabilità della Frequenza Cardiaca è anche un indicatore dell’invecchiamento biologico: essa decresce in media del 3% ogni anno.

In soggetti giovani ed allenati la variabilità della frequenza cardiaca è elevata, mentre in soggetti che adottano comportamenti poco salutari (sedentarietà, cattiva alimentazione, eccessiva esposizione quotidiana ad eventi stressanti o ad emozioni negative) decresce considerevolmente.

La ricerca ha scoperto una correlazione diretta fra bassa variabilità della frequenza cardiaca, rispetto al gruppo di età di appartenenza, e perdita di benessere con conseguente incremento della probabilità di sviluppare una patologia da accumulo di stress.

Un utilizzo regolare degli strumenti di biofeeedback formativo e delle tecniche per la Coerenza Cardiaca HeartMath può:

  1. ridurre l’usura e i danni da stress;
  2. riattivare i processi rigenerativi naturali del corpo;
  3. incrementare naturalmente la variabilità della frequenza cardiaca.

Indicatore di equilibrio ed efficienza psicofisica

Vi è un range di oscillazione delle frequenze cardiache di grande complessità e interesse per il mantenimento del benessere psicofisico che i ricercatori HeartMath hanno denominato zona di Coerenza Cardiaca e corrisponde alla fascia compresa fra i 0,10 e i 0,12 Hz, ovvero la zona di oscillazione del loop barocettoriale.

In alcune condizioni è possibile apprezzare una particolare combinazione di attività simpatica e parasimpatica altamente funzionale al raggiungimento della risonanza e sincronizzazione dei sistemi oscillatori interni. Questo permette di ottenere elevati benefici fisici e psicologici in quanto ottimizza le funzioni dei sistemi respiratorio, cardiovascolare, ormonale e immunitario, oltre a un notevole risparmio energetico.

La ricerca scientifica dell’Istituto HeartMath ha permesso di comprendere quanto sia importante per un buon recupero psicofisico, dopo intensi allenamenti o importanti stress emotivi, allenarsi a generare e mantenere lo stato di Coerenza Cardiaca.

Uno stato di elevato equilibrio incrementa la velocità di recupero e conferisce una grande calma e lucidità mentale.

https://www.selfcoherence.com/