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La COMFORT ZONE identifica uno stato psicologico in cui tutto può sembrare familiare, una zona nella quale una persona si sente a suo agio con l’ambiente esterno e sperimenta bassi livelli di ansia, stress e paura. E’ la zona nella quale prestazioni e comportamenti diventano costanti, le nostre vulnerabilità e incertezze sono ridotte al minimo e i contesti in cui possiamo agire sono già conosciuti e prevedibili.

Di norma la zona di comfort svolge una funzione importante nella nostra vita quotidiana permettendoci di mantenere invariati comportamenti efficaci per svolgere le attività più frequenti che raggiungono quindi uno stato stazionario, trasmettendoci uno stato di tranquillità rassicurante.

Se questa condizione è percepita come soddisfacente e del tutto appagante non è necessario uscire dalla zona di comfort.

Il vero problema infatti, non è tanto restare nella propria zona di comfort, ma cadere nell’abitudine di fare sempre le medesime scelte, di adottare sempre le strategie più familiari anche se non sono le più utili, limitando le proprie opportunità verso cambiamenti che potrebbero rendere la nostra vita più soddisfacente e felice.

Uscire dalla zona di Comfort diventa quindi un passaggio obbligato se la nostra vita non ci soddisfa, non ci rende felici, non stiamo raggiungendo gli obiettivi che abbiamo a cuore.

Secondo il diagramma Performance-Arousal di John Dodson e Robert Yerkes (1908), otteniamo la migliore efficienza nelle prestazioni quando raggiungiamo un livello di eccitazione ottimale, ovvero quando avvertiamo quel tanto di paura che ci mantiene concentrati e motivati in ciò che facciamo; ma è impossibile ottenere dei buoni risultati se siamo in preda a un’ansia eccessiva (facendoci sconfinare in una Danger Zone nella quale ci sentiamo smarriti) o se al contrario siamo troppo sicuri ovvero quando niente ci sorprende più perché conosciamo e prevediamo già tutto.

A volte possiamo tornare a sentire di vivere in modo pienamente soddisfacente semplicemente spostando il nostro sguardo, cercando di osservare la nostra realtà quotidiana con rinnovata consapevolezza e lasciandoci sorprendere dai dettagli di cose che davamo per scontate.

Altre volte è invece necessario rincorrere un cambiamento sostanziale estendendo le nostre possibilità verso azioni mai sperimentate, imparando abilità nuove per sfruttarle a proprio vantaggio, ma anche per poter offrire agli altri qualcosa che prima non ci era possibile.

Se restiamo nel campo di ciò che già facciamo e che sappiamo fare, è pressoché impossibile vedere accadere cose diverse dal passato.

Quali sono le mosse per avventurarci, gradualmente, al di fuori della nostra zona di comfort?

– Concentrati su un contesto e un’azione specifica che vorresti fare: parlare con qualcuno con il quale non senti di avere il coraggio di fare la prima mossa, oppure sederti a leggere qualcosa di più complicato del solito.

Può sembrare fastidioso o addirittura spaventoso, ma cerca di prestare attenzione al fatto che è in realtà stai compiendo un gesto di affetto verso te stesso concedendoti un’occasione per stare meglio nel futuro.

– Sicuramente ti verranno in mente dei motivi per i quali non vale la pena compiere quel gesto, ma è il momento di essere onesti: è proprio la verità? Se fosse un’altra persona a giustificarsi in questo modo, le crederesti? Puoi accorgerti se ci sono degli argomenti ricorrenti che ti impediscono di fare ciò che desideri.

– Prima di metterti alla prova pensa alle strategie che ti potrebbero facilitare, per esempio, potresti riuscire ad affrontare quella lettura difficile se avessi una poltrona comoda, il cellulare lontano ed un sottofondo musicale adatto, oppure sarebbe più facile trovare il coraggio di parlare con quella persona se avessi l’abito in cui ti senti più comodo e sicuro, oppure un’amicizia a farti da spalla.

– Affronta la tua preoccupazione con l’immaginazione: se ti spaventano le conseguenze, usa un momento in cui ti senti calmo per prendere in considerazione lo scenario peggiore che potrebbe capitare ed immagina cosa potresti fare in quel caso. Scoprire che avresti comunque delle risorse che ti renderebbero capace di affrontare la situazione potrebbe rivelarsi di grande efficacia per abbassare il livello di ansia.

– Infine: buttati! E’ sempre necessario un atto di coraggio prima di fare qualcosa di nuovo ed è proprio questo che rende quel gesto così speciale: tentare ti darà la soddisfazione di sapere di stare giocando la tua vita con tutte le tue carte.

Ci sono rischi e costi all’azione, ma sono molto inferiori di quelli a lungo termine di una comoda inazione.” (John Fitzgerald Kennedy)

Bibliografia: Yerkes RM, Dodson JD (1908) “The relation of strength of stimulus to rapidity of habit-formation”; Journal of Comparative Neurology and Psychology. 18, 5, pagg 459–482.

Dott.ssa Elena Ortolan – Direttrice C.E.P.I. https://cepiseregno.it/